Il gender: si può parlare di sesso ai bambini?

In questi mesi è stato tutto un subbuglio su ciò che sarebbe capitato ai bimbi nelle scuole.

In particolare molte informazioni , alcune vere, molte false, sono circolate in merito a una certa "teoria gender".

Riassumere esattamente cos'è la "teoria gender" è un po' complicato.

E lo è per un fatto molto semplice: di fatto non esiste.

Niente si trova in merito in ambito accademico e di ricerca (esistono i "gender studies", ma sono tutt'altra cosa); moltissimo, invece, si trova su alcuni siti in riferimento ad aneddoti ed episodi di discutibili pratiche nelle scuole sparse qui e lì sul globo.

 

Così può capitare di leggere che in una scuola elementare in Canada si insegni ad usare un vibratore o che in Francia alcuni genitori sono stati arrestati perché si sono rifiutati di mandare i figli a scuola a "lezioni di gender" o che in Germania alcuni alunni sono svenuti durante una "lezione di gender". Oppure si narra di un certo "gioco del rispetto" dove si invogliano i bambini a palpeggiarsi.

(il gioco del rispetto è spiegato qui e nessuno si palpeggia).

Secondo questi articoli, le lezioni gender si caratterizzano per proiezione di materiale pornografico, utilizzo di dildo, spiegazioni esplicite di tecniche sessuali al limite del kamasutra acrobatico, toccatine ai genitali fra bambini, ecc ecc.

Tutti questi aneddoti sono stati smentiti dai cosiddetti siti di "fact checking" (uno che consiglio è www.butac.it), che vanno alla ricerca delle fonti dei fatti riportati da siti e giornali e ad una verifica dei fatti nessuno di questi aneddoti fantasiosi ha superato la prova.

Ma in verità credo che a smentirli basterebbe anche un po' di buon senso.

Non so il lettore che ricordo conservi della propria maestra delle elementari, ma se la mia cara maestra Amalia avesse provato a spiegarmi il sesso nel modo in cui si dice che faranno le maestre ora, credo che sarebbe stato il più riuscito deterrente dall'attività sessuale...

Che niente di allarmante accadrà nelle classi dei nostri bimbi è stato ribadito dai principali responsabili dell'istruzione dei nostri pargoli, compreso il Ministero dell'Istruzione. Anche noi psicologi ci siamo dati da fare: abbiamo detto la nostra attraverso le nostre società scientifiche e attraverso i nostri rappresentanti istituzionali.

Nonostante ciò, qualcuno continua a credere che la teoria gender verrà inculcata nelle menti dei nostri dolci bambini in maniera subdola, e il tutto sarebbe provato proprio dal fatto che tutti negano.

Un inghippo logico senza uscita, autoevidente e autorinforzante, come ben spiegato dal collega Mauro Grimoldi in questo articolo sul Fatto Quotidiano.

 

Al di là dei falsi allarmismi diffusi da alcuni, per chissà quali ragioni commerciali e/o di visibilità, ritengo comunque probabile che molti genitori siano rimasti con dubbi inevasi, su questioni affatto banali e forse anche un po' ansiogene.

Questioni di maschio, di femmina, di uguaglianza, di diversità.

Ma soprattutto questioni di sesso, riguardo le quali val la pena sfatare qualche falso mito.

 

- Parlare di sesso alle elementari è troppo presto: i bambini possono subire dei traumi

Ciò che è davvero traumatico per un bambino è venire in contatto con delle informazioni rispetto alle quali non ha strumenti per una corretta interpretazione. Ormai i bambini hanno sin da piccoli familiarità con strumenti informatici che consentono loro un accesso ad internet e questo vuol dire che se non sarete voi a dargli delle spiegazioni, andranno da soli a cercarsele in rete, senza filtro e senza controllo.

E le domande di un bambino che cresce sono molte, tanto più che con la crescita viene sempre più a contatto con il mondo al di fuori del suo nido familiare. Che differenza c'è tra maschio e femmina? Da dove vengono i bambini? Perché le persone si baciano? Perché se tocco alcune parti del mio corpo provo sensazioni piacevoli? E' giusto che una persona adulta tocchi queste parti del mio corpo?

Su quest'ultima domanda in particolare vorrei spendere qualche parola. Il vero danno che questo terrorismo psicologico sul gender rischia di arrecare ai bambini e alle loro famiglie è di privarli di strumenti che rendano in grado i nostri pargoli di saper riconoscere quando un adulto si approccia loro in modo inadeguato per non dire peggio.  E se c'è un trauma di cui un genitore dovrebbe avere paura, è proprio che il suo bambino possa subire un aggressione sessuale da un adulto.

 

- I bambini non sono interessati al sesso.

I bambini non sono interessati al sesso nel modo in cui lo sono gli adulti, ma dal punto di vista fisiologico il loro corpo non è molto diverso da quello dei loro genitori. In parole povere: la stimolazione delle zone erogene provoca piacere. In questo piacere il bambino incappa per lo più casualmente ed è inevitabile che ne sia attratto e incuriosito. Quando si dice che si insegnerà nelle scuole "la masturbazione infantile"  si intende dire che si insegnerà che quelle sensazioni sono normali reazioni del corpo e si insegnerà al bambino come gestirle in modo adeguato, privatamente e senza vergogna.

 

- Confonderanno i bambini dicendo che non c'è differenza tra maschi e femmine.

Tra le prime domande che il bambino pone riguardo al sesso c'è certamente "che differenza c'è tra un maschio e una femmina?". Naturalmente a seconda delle età formulerà la domanda in diversi modi. Potrà chiedere: "Perché babbo ha la barba e mamma ha il tetè?" . Oppure " Perché babbo ha i capelli corti e mamma ha i capelli lunghi?", "Perché mamma porta la gonna e papà i pantaloni?"  

L'evidenza dell'esperienza suggerisce al bambino che ci sono persone diverse le une dalle altre, che a renderle diverse sono alcune caratteristiche ed è ovviamente curioso di capire quali e perché e poi vorrà capire quali sono le caratteristiche che gli appartengono.

Ciò che si vuole insegnare nei programmi scolastici non è che il sesso maschile e il sesso femminile sono intercambiabili, ma si vuole insegnare che, si sia maschi o si sia femmine, ciò non deve dare diritto a nessuno di prevaricare l'altro. Così come non esistono cose da maschio che le femmine non possono fare o cose da femmine che i maschi non possono fare, perché ciascuno è libero di esprimersi per come si sente.

 

- Vogliono insegnare ai bambini ad essere omosessuali

Insegnare ai bambini cosa sia l'omosessualità non equivale a renderli omosessuali.

Così come parlare loro di guerre mondiali non li rende soldati o parlare loro di droga non li rende drogati.

Insegnare ai bambini ad avere rispetto per le persone, per il modo in cui decidono di esprimere la loro affettività può solo accrescere la loro educazione e prepararli ad essere ragazzi e poi adulti migliori.

COME PARLARE DI SESSO AI BAMBINI?

Voglio chiudere questo articolo con qualche suggerimento pratico per i genitori.

Se a parlare di sesso ai bambini nelle scuole c'è personale esperto, come gli psicologi, spesso a trovarsi impreparati e spiazzati sono proprio i genitori.

 

a) Al di là di quel discorsetto - Parlare di sesso e affettività ai vostri figli è un processo continuo, che va al di là delle domande esplicite che vi pongono. I bambini imparano osservando e imparano osservando in particolar modo come si relazionano le sue figure di riferimento, ovvero i suoi genitori.

b) Quando sarai più grande potrai sapere - Se volete rendere i vostri pargoli ancora più curiosi di quanto non lo siano già, non dovete far altro che rispondergli che è troppo piccolo per sapere. E state certi che se non avrà delle risposte da voi, andrà a cercarsele altrove!

c) La cicogna e il cavolfiore - Va bene non scendere nei tecnicismi, ma se un bambino fa una domanda, merita una risposta sincera da parte delle persone di cui si fida. Adattare il linguaggio alla sua età, non significa dare risposte non veritiere.

Ricorda: un bambino che ha una comprensione chiara circa la sessualità e l'affettività ha maggiori probabilità di avere in futuro un comportamento responsabile riguardo le sue relazioni e le sue esperienze sessuali!

Add comment


Security code
Refresh

Sul sito adesso...

We have 18 guests and no members online

Statistiche

Articles View Hits
401694

Contatti

Ada Moscarella
Psicologa - Psicoterapeuta
Firenze
P.I. 03857160612
Tel: 334 9057714 Email: ada.moscarella@libero.it 

Thursday the 23rd. NON IMPORTA QUANTE RISORSE HAI SE NON SAI COME UTILIZZARLE!

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information